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Caccia, "un compromesso svizzero"

Simonetta Sommaruga lancia la campagna in vista del voto del 17 maggio - Il punto più contestato dai referendisti: la minore protezione del lupo



"Un buon compromesso" tipicamente svizzero: così la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha definito la nuova legge sulla caccia, in votazione il 17 maggio. Il lupo resterà protetto e allo stesso tempo si aiuteranno le zone rurali e di montagna. La consigliera federale ha lanciato mercoledì la campagna in vista del voto, resosi necessario dopo che associazioni ambientaliste e di protezione degli animali hanno lanciato con successo il referendum contro la revisione elaborata dalle Camere federali, proprio per la maggior facilità con cui il predatore potrà essere abbattuto.



La vecchia legge - ha sottolineato la ministra - risale al 1985, quando il lupo non era presente nel territorio svizzero. Nel frattempo tuttavia, dalla formazione del primo branco nel 2012, il numero di lupi è aumentato di otto volte nel paese. Attualmente in Svizzera vi sono otto branchi e diversi animali singoli: in totale un'ottantina di esemplari distribuiti in dodici cantoni. L'animale è insediato soprattutto in Vallese, nelle valli del Grigioni, nell'Oberland sangallese, nel Bellinzonese, nelle Valli del Pays d'Enhaut (VD), attorno al Säntis (AI/AR/SG) e nei boschi del Giura vodese. Ogni anno uccidono tra le 300 e le 500 pecore e capre.


La revisione votata dal Parlamento adegua le regole di convivenza tra lupi e uomini alla realtà attuale, ha precisato Simonetta Sommaruga. In particolare bisogna da un lato proteggere la natura e gli animali, dall'altro prestare ascolto alle richieste delle regioni rurali e di montagna, confrontante con il fenomeno delle aggressioni da parte di questi canidi. Attualmente i Cantoni non dispongono di strumenti adeguati per gestire la situazione: possono intervenire solo quando le cose sono già degenerate, ha affermato la responsabile del Dipartimento federale dell'ambiente. Con la nuova legge, essi potranno autorizzare l'abbattimento di lupi prima che vi siano state stragi di bestiame e ciò per far sì che questi predatori continuino ad aver paura dell'uomo e degli insediamenti. Tuttavia, l'autorizzazione a procedere all'abbattimento dipenderà da diverse premesse: non si potranno attaccare i branchi che stanno lontani da mandrie e villaggi. Dovranno anche giustificare alle autorità federali l'abbattimento. Come già possibile ora, le organizzazioni per la protezione della natura potranno ricorrere contro le decisioni di abbattimento emesse dai Cantoni. Il lupo, infine, non trà essere cacciato.



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