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Divieto di caccia sul San Giorgio ora da ripensare



Questo il titolo dell'articolo riportato dal CdT del 22.4.2013. Titolo che la dice lunga sulla situazione relativa ai danni da ungulati venutasi a creare nel Mendrisiotto, in particolare nella zona del San Giorgio, da alcuni anni vietata all'attività venatoria. Riportiamo il testo dell'articolo citato: È giunto il momento di promuovere misure in­cisive contro l’avanzata di cervi e cinghiali, che causa danni crescenti a vigneti e campi coltivati nel Mendrisiotto. Rispondendo ad un’interroga­zione presentata in marzo dal deputato PPD Maurizio Agustoni assieme ad altri parlamentari, il Governo fa sapere che «allo stato attuale la situazione è giudicata grave, poiché, cifre alla mano, i danni cagionati dagli ungulati selvatici alle colture agricole non sono più economica­mente e socialmente sostenibili».

La progressiva diminuzione dei terreni prativi generata dalla massiccia urbanizzazione e dall’aumento della macchia spinge gli animali ad invadere i fondi agricoli ed i vigneti per nutrirsi. L’anno scorso i risarcimenti cantonali ai privati danneggiati si situavano attorno ai 550 mila franchi. Non resta adesso, osserva il Governo, che intensificare la presenza di guardacaccia nelle aree sensibili per eliminare i «capi viziosi» e aumentare «la pres­sione venatoria su cervo e cinghiale con l’obiet­tivo di ridurre le popolazioni di queste due spe­cie ». Infine, oltre a sensibilizzare le autorità lombarde sui rischi legati alla liberazione di ani­mali che poi sconfinano in Ticino, il Consiglio di Stato, «ripensando in termini critici l’attuale di­vieto di caccia al cervo sul Monte San Giorgio», valuterà una revisione di legge.

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