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Per Parchi Nazionali a misura d'uomo!



Lo scorso 12 dicembre 2013 il presidente FCTI Consigliere Nazionale Fabio Regazzi ha inoltrato una Mozione al Consiglio Federale incaricandolo di presentare una proposta di modifica della LPN (art. 23e) e dell'OPar (art. 17) che preveda un allentamento dei criteri e dei divieti previsti per le zone centrali dei Parchi Nazionali, in modo che le attività umane, seppure con le opportune limitazioni, siano comunque permesse. Di seguito l'esaustiva motivazione:

L'art. 23e LPN prevede che nelle zone centrali dei Parchi Nazionali la natura venga lasciata libera di svilupparsi e che il pubblico vi possa accedere solo in maniera limitata. A sua volta l'art. 17 cpv. 1 lett. a-g dell'OPar stabilisce tutta una serie di divieti imposti alle zone centrali dei Parchi Nazionali, come ad esempio l'esercizio della pesca e della caccia, la raccolta di funghi o pietre e addirittura anche solo l'abbandono dei sentieri. Il cpv. 2 prevede la possibilità di concedere delle deroghe ma solo se di lieve entità e se giustificate da motivi importanti. Attualmente sono solo due i progetti di Parchi Nazionali in corso, entrambe in Ticino (Parc Adula - che coinvolge anche il Canton GR - e Parco Nazionale del locarnese). Tali progetti hanno incontrato e sono attualmente confrontati con parecchie difficoltà, dovute soprattutto alla resistenze della popolazione locale a quello che viene percepito come una sorta di esproprio del proprio territorio. Emblematico quanto accaduto in occasione della presentazione della prima versione del Parco Nazionale del Locarnese e Vallemaggia, che ha dovuto essere ritirato a fronte della massiccia e vivace opposizione della popolazione locale (sostenuta da alcune categorie, come agricoltori, società escursionistiche, pescatori, cacciatori, ecc.), i promotori hanno dovuto ritirare il progetto che nel frattempo stanno cercando di riproporre in una versione ridimensionata. Il problema principale della categoria "Parco Nazionale" (art. 16 e ss. OPar) è rappresentato dal fatto che nella zona centrale, che ricopre una superficie importante (art. 16 cpv. 1 OPar), sono di fatto proibite tutte le attività umane (v. art. 17 cpv. 1 OPar). Tali restrizioni, oltre a essere eccessive e in buona parte ingiustificate, sono un ostacolo alla concretizzazione di progetti di Parchi Nazionali. Per questo motivo, per favorire la realizzazione di simili progetti, che rappresentano sicuramente delle opportunità di sviluppo interessanti, è necessario allentare i criteri e i divieti previsti all'art. 17 cpv. 1 OPar.

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