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SCLV – Intervento di ripristino dell’habitat del fagiano di monte in Valle d’Efra




Sabato 15 giugno 2019 ore 07.30, piazza per gli elicotteri a Frasco. Una decina di persone della nuova Società cacciatori del Locarnese e Valli (con a capo il presidente Renato Fiscalini) è pronta per salire sull’Alpe dell’Efra, a 1700 mslm per un fine settimana dedicato alla cura e al recupero dell’habitat del fagiano di monte. Normalmente questo tipo di intervento lo si dovrebbe fare dopo la metà del mese di agosto, quando i pulcini già sanno volare, ma per questo specifico caso c’è l’autorizzazione del forestale e del guardiacaccia di zona (siamo al di sotto del limite inferiore della fascia occupata di regola dal fagiano di monte che si situa a circa 1850 mslm, anche se sappiamo che durante la stagione riproduttiva la femmina frequenta un’altitudine leggermente più bassa) con il benestare del Gruppo di lavoro habitat (GLH). Con l’elicottero guadagniamo quota in pochi minuti, lasciandoci alle spalle un dislivello di circa 800 metri e ci godiamo dall’alto lo scenario mozzafiato dell’omonima valle. Il tempo di sistemare i sacchi nel rustico dell’alpe e con i vari macchinari ci incamminiamo per raggiungere il luogo stabilito per l’esecuzione dei lavori procedendo sul sentiero che porta al laghetto. Ha piovuto parecchio per tutta la notte ed i riali che incontriamo trasportano un quantitativo importante di acqua che ci crea qualche piccolo inconveniente per il superamento.


Nella zona prescelta il rododendro alpino, il ginepro, l’ontano verde, il larice e l’abete rosso hanno occupato e stanno occupando a dismisura le aree frequentate dal tetraonide, alterandone i contenuti. Occorre fare in modo di ricreare dei “corridoi” tra gli arbusti nani e liberare ampie superfici dagli alberi d’alto fusto che “soffocano” il sottobosco per consentire agli uccelli di ritrovare il loro habitat ideale per nutrirsi e riprodursi. Vengono distribuiti i compiti. Alcuni si fermano un po’ prima e con i decespugliatori intervengono sulla vegetazione bassa, mentre poco più in là gli altri danno gas alle motoseghe abbattendo parecchie conifere (i tronchi saranno poi elitrasportati alla Capanna il lunedì successivo). Così per due giorni. Un lavoro d’equipe di un gruppuscolo di cacciatori che sull’arco di un fine settimana ha permesso di ripristinare una piccola superficie delle nostre montagne della Valle Verzasca utile per la selvaggina presente. Un granello di sabbia nel deserto dirà qualcuno, ma è già qualche cosa, meglio di niente … si comincia proprio da lì! Fatica e sudore ricompensati abbondantemente da quei luoghi incantevoli, dalla compagnia dei partecipanti e dagli incontri casuali con qualche stambecco. E non è nemmeno mancata la “ciliegina” sulla torta, quella che fa la differenza e rende la giornata memorabile: la scoperta in loco di una femmina di fagiano di monte in cova su otto uova.


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